8 marzo 2021. Giornata Internazionale della Donna. Le infermiere guidano la lotta contro la pandemia


La lotta contro la pandemia è guidata dalle infermiere che, ai diversi livelli, sono prevalenti nel fornire assistenza e cure in prima linea, e grazie ad un impegno inesauribile hanno dato un cruciale contributo nel salvare le vite delle persone colpite da COVID-19.

Le infermiere sono anche le più colpite dall’infezione (circa 58.000) e purtroppo molte hanno dato la vita durante l’assistenza, per salvare le vite, in questo periodo pandemico.

La Giornata internazionale della donna ci da occasione di ricordarlo con forza ed è anche un'opportunità per esaminare i modi in cui possiamo rendere il mondo un posto migliore per le donne. In effetti, quest'anno, il tema della Giornata internazionale della donna è #Choosetochallenge “scegli di sfidare”, - è un tema incentrato sui nostri pensieri e azioni individuali. Tutti possiamo scegliere di sfidare e agire contro il pregiudizio di genere e la disuguaglianza in tutte le sue forme. E collettivamente, tutti possiamo contribuire a creare un mondo più inclusivo, con una reale parità di genere, in linea con l’impegno di CNAI dal 1946, ogni giorno a partire dalla sua fondazione.

L’infermieristica moderna è nata grazie alle volontà e alle competenze di una donna: Florence Nightingale, che proprio durante un periodo al fronte di guerra fece emergere le sue doti e portò ad una nuova visione della professione.

La Consociazione Nazionale della Associazioni Infermiere/i è nata da una donna, Giuliana Colombi, che insieme ad altre donne diede vita il 1° Marzo 1946 diede vita a CNAI, la più longeva Associazione professionale italiana.

La Federazione Nazionale IPASVI (oggi FNOPI) è nata da una donna, la stessa Giuliana Colombi, già Presidente CNAI, ne fu la prima presidente, a partire dal 1956.

L’infermieristica nel mondo accademico, nel 1965, è stata voluta da alcune donne di CNAI: Italia Riccelli e Rosetta Brignone (su forte impulso di Anna Platter che le fece formare all’estero nel 1961) portarono alla nascita e gestirono la Scuola per Dirigenti dell’Assistenza Infermieristica (DAI) presso l’ex Istituto di Igiene alla Sapienza Università di Roma, la prima scuola infermieristica in Università in Italia. E nel corso degli anni si impegnarono su più fronti per arrivare alla formazione di base in Università nel 1992.

Molte dei più importanti cambiamenti nella professione infermieristica sono stati fortemente voluti dalle donne.

Ma quanti sono le infermiere nel mondo? Sono circa il 90% del personale infermieristico a livello mondiale che è pari a 27,9 milioni di professionisti, di cui 19,3 milioni sono personale infermieristico abilitato (professionali/laureati) ed il restante personale appartenenti ai diversi livelli di professionalità infermieristica.

In Italia, le Infermiere rappresentano oltre il 76% del totale del personale infermieristico in servizio (pari a 350.000 unità, dati OCSE, WHO) un valore molto inferiore alla media dei paesi di riferimento e delle necessità del sistema salute italiano.

La professione infermieristica in Italia e nel mondo è il più grande gruppo professionale nel settore. Rappresenta inoltre circa il 59% delle professioni sanitarie.

Purtroppo persistono in tutti i Paesi, compresa l’Italia, ancora numerosi bias di genere e poche posizioni di leadership nei sistemi sanitari sono ricoperte da infermieri o donne. Vi sono anche prove, in diverse realtà, di un divario di retribuzione relative al genere come altre forme di discriminazione basata sul genere nell'ambiente di lavoro. Poco più di un terzo dei paesi (37%) ha segnalato misure in atto per prevenire attacchi agli operatori sanitari, secondo l’OMS.

Questi dati e la nuova visibilità del lavoro infermieristico portata dalla pandemia devono essere usati come leva per il cambiamento e per portare ad una vision dell’assistenza sanitaria dei prossimi decenni, che veda la professione al centro, in grado di esercitare al massimo delle competenze.

Ora è importante agire, sul rinnovamento del sistema sanitari, in cui le risorse umane e quindi le donne sono elemento cruciale.

Devono essere garantite a tutti i livelli pari opportunità per pari capacità, in particolare ai livelli strategici che vedono poche infermiere presenti.

Appare necessario agire su diversi versanti:

· una organizzazione del lavoro che consenta alle infermiere di poter valorizzare le competenze e le capacità a tutti i livelli, dal territorio, alla formazione, all’ospedale, alla ricerca, alla direzione e alla definizione delle policy;

· la protezione sociale per consentire a ogni infermiera di poter andare incontro al meglio al lavoro in ogni fase della vita professionale e che consenta di affrontare, ad esempio, una maternità in sicurezza, senza sensi di colpa o perdendo opportunità di crescita, introducendo nuove e dinamiche possibilità di impiego flessibile.

· organici e salari adeguati per consentire per un verso di poter operare con carichi di lavoro sostenibili e garantire, al meglio, la sicurezza del paziente e, per l’altro di garantire una retribuzione in linea con le responsabilità, con idonei sistemi di premialità, anche alla luce della pandemia in corso.

· Operare per un futuro uguale, libero da stereotipi e che elimini la violenza e le aggressioni; un futuro sostenibile, pacifico, con pari diritti, rispetto e opportunità.


Bisogna continuare a perseguire gli obiettivi della Campagna Nursing Now ed ad investire con urgenza nella formazione, anche attraverso infrastrutture, reclutamento e nuovi modelli formativi – per soddisfare e esigenze interne italiane, in una prospettiva europea, per rispondere alle mutevoli tecnologie e ai modelli avanzati di assistenza sanitaria e sociale integrata. Appare necessario rafforzare la leadership infermieristica – ai livelli regionali e ministeriali - per garantire che le infermiere possano influire nella formulazione delle politiche sanitarie e nel processo decisionale e contribuiscano all'efficacia dei sistemi sanitari e di assistenza sociale.

L’Italia, in questo momento di profonda ricostruzione ha bisogno di agire e sviluppare innovativi modelli di programmazione che tengano conto delle prospettive della professione infermieristica, investendo le risorse al meglio. Senza salute non c’è futuro. Senza infermiere non c’è futuro.

Cogliamo tutti, infermiere ed infermieri, l'occasione per impegnarci in un decennio di azione che inizia con gli investimenti in lavoro, reclutamento, salari, formazione infermieristica, e leadership. Il mondo sanitario ha bisogno di infermiere a ogni tavolo in cui vengono prese le decisioni.


A tutte le Associate di CNAI, del Network NOII, a tutte le simpatizzanti e a tutte le Infermiere, giungano i migliori auguri per questo 8 marzo 2021, Giornata internazionale delle Donna! è #Choosetochallenge “scegli di sfidare”


Ecco il video di Anna Maria Biondo, Presidente CNAI 1988-1992, di Auguri alla professione infermieristica