La pandemia non frena l'omolesnotransfobia. Nuovo caso a Torino.


Gli ennesimi fatti di violenza fisica e psicologica, intra ed extra familiare, contro persone omosessuali che sono balzati recentemente all’attenzione della cronaca, evidenziano con estrema chiarezza, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che quella della omolesbobitransfobia sia da considerare non solo come una piaga sociale e un problema di civiltà, ma anche come un fenomeno che investe la salute individuale e collettiva.

Infatti, i riprovevoli comportamenti violenti, discriminatori e stigmatizzanti che subiscono le persone della comunità LGBT+, producono inevitabilmente ripercussioni psicologiche ed esistenziali che caricano le persone di un fardello di sofferenza estremamente grave che, a volte, porta a conseguenze estreme.

Siamo convinti come CNAI che il trattare tutte le persone con equità e rispetto, a prescindere dalle loro diversità, sia condizione di civiltà indispensabile per garantire la salute e il benessere dei singoli e della comunità.

Pertanto CNAI, attraverso la Sezione Nazionale IDEA (Inclusione, Diversità, Eguaglianza, Accessiblità), schierandosi con forza a tutela della salute, anche e soprattutto delle minoranze, sostiene che il tempo per la calendarizzazione al Senato del DDL “Zan”, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, sia ormai scaduto e che questo Paese debba dotarsi, al più presto, di una Legge che prevenga e contrasti la discriminazione e la violenza per motivi fondati sul genere, sulla diversità, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità.

per informazioni: www.cnai.pro

per adesioni: idea@cnai.pro - info@cnai.pro

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